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Exhibition A Bon Droyt

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locandina
a bon droyt
spade
exposition
pianta a bon droyt
Photo by Pino Colla. All rights reserved.
Sward Exhibition
900 sqm
Aosta, 2008
The border lands of Alps, from the Roman age to the present day,  have been crossed by continuous cultural flows that have strongly marked the distinctive nature of places and individuals.
A sword exhibition that, from the gladius that is almost a symbol for a city born from a Roman 'castrum'  like Aosta, leads to understand the symbolic value of medieval chivalric weapon which is inseparable from evocations that Aostans castles can induce in those who ventures in natural local scenery.
The ambitious plan to present the secular culture of the gradual coming of Christian era through elitist artefacts, joints the exhibition peculiarity which is the selection of pieces.
Forty of the most beautiful and best preserved swords in Europe, from several French, German,  Belgian and Austrian museums and from many regions of Italy, testifying different styles and designs of Europe, from Scandinavia to Spain, from Poland to British Isles. Pieces  of indisputable antiquity that have been selected among the best documented.
Museums are usually proud owners of even just one important piece and in this exhibition the  shown weapons belonged to René of Anjou (whose effigy appears on his weapon for the first time ever) comrade -in-arms of Joan of Arc, Ludovico Sforza, Giovanni de' Medici, Ettore Visconti, Buonarroto Buonarroti and so on.
To contextualize and explain the strong symbolic meaning of these objects, sign of wealth, rank, power , faith and justice, media and  iconographic supports have been provided.
Le terre alpine di confine, sono state percorse, dall’età Romana ad oggi, da flussi culturali continui che hanno fortemente segnato il carattere dei luoghi e degli individui.
Una mostra sulla spada,  che dal ‘gladio’, quasi un simbolo per una città nata su un ‘castra’ romano come Aosta, conduca alla comprensione del valore simbolico dell’arma cavalleresca medievale, inscindibile dalle evocazioni che anche i castelli aostani inducono in chi si avventura negli scenari naturalistici locali, era forse un atto dovuto.
La peculiarità della mostra, nel suo ambizioso progetto di presentare la cultura laica del progressivo avvento dell’era cristiana, attraverso manufatti elitari legati all’immaginario cortese, sta nella scelta dei materiali.
Quaranta tra le più belle e meglio conservate spade d’Europa, provenienti dai musei di Francia, Germania, Belgio, Austria e da molte regioni dall’Italia, che testimoniano di fogge e decori dell’intera Europa: dalla Scandinavia alla Spagna, dalla Polonia alle isole britanniche, sono state riunite scegliendole tra le meglio documentate e di indiscutibile antichità.
Quando si pensi che i grandi musei si fanno vanto di possedere anche un solo esemplare di sicura appartenenza, si consideri che in questo contesto saranno visibili armi appartenute a Re Renato d’Angiò, compagno d’arme di Giovanna d’Arco ( la cui effigie compare sulla sua arma per la prima volta in assoluto), a Ludovico il Moro, al Gonfaloniere della Repubblica Fiorentina Giovanni de’ Medici, ad Ettore Visconti, a Bonarroto Bonarroti, progenitore dell’immortale Michelangelo, e via dicendo.
Per contestualizzare ed esplicitare la forte carica simbolica di questi oggetti, segno di ricchezza, rango, potere, fede, e giustizia, sono stati approntati supporti multimediali e dispiegato un ampio corredo iconografico in riproduzioni ma anche in originale.